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Auto aziendale: bene strumentale, privato o promiscuo?

 

Auto aziendale: le diverse tipologie di utilizzo

L’auto aziendale è indispensabile in tantissimi contesti lavorativi, per garantire la massima mobilità di manager, imprenditori, dipendenti e professionisti. Tuttavia, bisogna scegliere tra varie tipologie di utilizzo, ognuna delle quali prevede condizioni fiscali e agevolazioni differenti.

Cos’è la macchina aziendale

L’auto aziendale è un veicolo di proprietà dell’impresa o del datore di lavoro, il cui utilizzo può essere sia lavorativo che personale. Tra le soluzioni di mobilità aziendale esistono diverse opzioni con le quali acquisire una vettura aziendale, tra cui:

  • acquisto;
  • leasing;
  • noleggio;

Al giorno d’oggi il noleggio di auto aziendali rappresenta una modalità molto apprezzata da imprese, artigiani e professionisti, in quanto garantisce maggiore flessibilità e una serie di vantaggi. Il noleggio a lungo termine, infatti, permette di usufruire di benefici fiscali come la deducibilità dei costi del contratto e la detraibilità dell’IVA.

Inoltre, il noleggio consente di affrontare con maggiore serenità la transizione ecologica, con la possibilità di passare alla mobilità sostenibile della flotta in modo più versatile e accessibile, per ridurre l’impronta di carbonio e rendere gli spostamenti di collaboratori e dipendenti più ecologici. 

Ad ogni modo, un aspetto importante riguarda l’uso strumentale, promiscuo o personale dell’auto aziendale. In base a questa caratteristica cambiano una serie di condizioni, dalla tassazione della macchina aziendale ai benefit corrisposti dal datore di lavoro al dipendente. 

Auto aziendale concessa in uso al dipendente

Quando l’auto aziendale viene concessa in uso al dipendente, esclusivamente per lo svolgimento dell’attività lavorativa, si parla di bene strumentale, in quanto il veicolo è una proprietà del datore di lavoro e serve appena per l’operatività dell’organizzazione. In questo caso per il dipendente non esiste nessun benefit per l’auto aziendale.

L’autoveicolo rimane dunque a disposizione delle esigenze dell’azienda, quindi può essere utilizzato da vari dipendenti e collaboratori a seconda delle varie necessità. Se lo scopo della vettura è soltanto aziendale, oppure pubblico come i veicoli di taxisti e NCC, è possibile dedurre il 100% delle spese d’impiego. 

Tra i costi deducibili ci sono:

  • carburante;
  • pedaggi autostradali;
  • riparazioni;
  • manutenzione;
  • assicurazione;
  • bollo auto.

Auto aziendale uso promiscuo

Se la vettura viene utilizzata sia per attività legate all’impresa sia per scopi personali dei dipendenti si parla di uso promiscuo, una condizione che permette di usufruire di una deducibilità parziale a seconda dei casi. In queste circostanze è previsto il fringe benefit per l’auto aziendale, un beneficio corrisposto dal datore di lavoro al dipendente. 

Dal 2021 è anche in vigore la nuova normativa sui veicoli aziendali ad uso promiscuo, con la quale i vantaggi fiscali sono condizionati dalle emissioni di CO2 dell’auto. In questo modo vengono premiate le aziende che scelgono macchine ecologiche elettriche e ibride, mentre per le vetture più inquinanti si riducono i benefici fiscali.

L’uso promiscuo consente di ottenere una deduzione del 70% dei costi di gestione, senza limiti per il valore del veicolo. L’impiego dell’auto per le mansioni del dipendente deve essere comprovato, ad esempio attraverso una lettera di assegnazione o un contratto di comodato d’uso, inoltre deve avvenire per la maggior parte del periodo d’imposta.

Se queste condizioni non sono rispettate la deducibilità viene ridotta al 20%, un valore applicato anche alle vetture aziendali assegnate ai soci. Se invece la macchina viene concessa agli amministratori dell’impresa le spese sono deducibili al 100% fino all’importo del fringe benefit, dopodiché la quota deducibile per la somma eccedente è del 20%.



Utilizzo dell’auto aziendale ad uso privato

La macchina aziendale può anche essere acquistata o noleggiata dal datore di lavoro, per essere poi concessa al dipendente per l’utilizzo personale esclusivo. In questo caso la vettura non viene adoperata per le attività lavorative, ma appena per scopi personali del dipendente dell’azienda. 

Si tratta perciò di un puro benefit del lavoratore, il quale deve essere inserito all’interno dei conteggi per la busta paga. Questo valore incide nel calcolo del reddito e dell’imponibile, influenzando i conteggi ai fini fiscali da parte del dipendente dell’azienda, rappresentando un vantaggio offerto in genere ad amministratori e manager. 

Il fringe benefit per l’auto aziendale ad uso promiscuo

Per le auto aziendali ad uso promiscuo è previsto il riconoscimento al dipendente del fringe benefit, un beneficio aggiuntivo allo stipendio che incide sul reddito del lavoratore. Fino al 30 giugno del 2020 la tassazione veniva applicata con un’aliquota del 30%, mentre dal primo luglio 2020 sono operative le nuove aliquote.

Con la nuova tassazione, l’imposizione fiscale è vincolata alle emissioni inquinanti della vettura aziendale ad uso promiscuo, mentre non condiziona la deducibilità delle spese d’utilizzo da parte del datore di lavoro. Per l’importo del rimborso chilometrico bisogna analizzare le tabelle ACI, mentre le nuove aliquote di tassazione del fringe benefit sono:

  • 25% con emissioni di CO2 fino a 60 g/Km;
  • 30% con emissioni di CO2 da 60 a 160 g/Km;
  • 50% con emissioni di CO2 da 160 a 190 g/Km;
  • 60% con emissioni di CO2 oltre 190 g/Km.

Come scegliere la formula giusta per l’auto aziendale

Ogni azienda deve valutare con attenzione la scelta della soluzione più adatta, tenendo conto delle proprie esigenze operative e delle agevolazioni disponibili con ogni modalità d’utilizzo. Senza dubbio conviene investire nella mobilità sostenibile, considerando i benefici disponibili per le imprese e i dipendenti. 

Sono anche previsti incentivi fiscali per l’installazione delle colonnine elettriche, inoltre non si rischia di pagare l’Ecotassa per i veicoli più inquinanti. Ovviamente è necessario analizzare in modo accurato ogni formula, per trovare quella più efficiente in termini ambientali, operativi ed economici.

L’opzione migliore consiste nel rivolgersi a società specializzate, in grado di fornire consulenze qualificate per il fleet management. La corretta gestione della flotta aziendale può offrire vantaggi significativi, per scegliere le soluzioni di mobilità giuste e sfruttare le opportunità legate ai servizi integrati personalizzati. 


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